Cuore di cane di cancello
Sono un cane di cancello,
quando abbaio faccio gli occhi rossi,
si alzano le vene del collo,
per il cortile si sente solo il mio cuore nella cassa toracica,
e se avessi denti più forti,
mangerei il ferro delle sbarre che proteggo.
La sera mi fa male la gola,
e quando dormo sogno di mangiarvi gli occhi,
di leccarvi la spina dorsale,
di strapparvi il naso dalla faccia,
ma la notte non devo abbaiare,
mi chiudono nel garage,
dormo sul tappeto,
sento le macchine,
vorrei corrergli dietro,
e abbaiare alla luna.
Ci sta uno che lo schifo,
passa dall’altra parte della strada,
quant’è ver a maronn se si fa più vicino lo uccido,
voglio scavare nella sua pancia coi denti,
io vi schifo a tutti,
ma a questo di più,
è secco, non ci posso pensare,
mi fa uscire pazzo,
deve stare lontano dal cancello,
se passa più vicino sfondo tutto,
me lo mangio mentre piange,
cerco di tenerlo vivo il più possibile,
lo devo uccidere lentamente,
non fa niente che sono un ciwawa alto venti centimetri,
ho un cuore tenebroso e nero per uccidervi a tutti quanti.