Il Canemucco numero 3 è toccante, intenso. La robustezza della storia, i tasselli che si mettono in ordine e si svelano mano a mano che la storia continua danno prova che Makkox, Marco D’ambrosio, ha una visione profonda del mondo che descrive. Non c’è una sola tavola che non aggiunga qualcosa, fosse solo un piccolo pezzetto di dolore posizionato chirurgicamente. L’ingranaggio narrativo è perfetto. Mimì è cuore e anarchia, un piede nel bene e uno nel male, una sospensione che tutti hanno dentro. Penso sia la trasfigurazione di Marco, ma io sono un lettore suggestionabile, lui forse non la pensa così. Ogni numero dovrebbe essere così. Se volete davvero vedere gli spettri di quest’uomo, comprate il Canemucco 3. Solo questo.