Hotel Messico

Ott 18

Dammi il tuo indirizzo che ti mando i fiori con un drone.

Ott 16

Io ti mandami una cooperativa di abbracci,

tu mi rispondesti con un catering di vaffanculo.

Ott 15

Protocollo 888

Compra una stampante 3D e stampati un cuore,
installalo nel petto,
accertati che funzioni e chiedimi di uscire.

Ott 12

Avrei voluto incontrarti per caso, invece ti hanno messa là.

Sono pronto. Si fa per dire.

Ott 06

Mi ricordi me tra vent’anni.

Set 29

Protocollo 887

Ho chiuso la bancarella delle poesie,
adesso vendo uno spazzolino ammaestrato per denti avvelenati (articolo per signore),
un letto-macchina della verità (fortunatamente non funzionante),
un sismografo per il cuore,
minuti di sincerità a tariffa molto conveniente (trattasi di una scheda piena mai usata),
due uscite di emergenza gonfiabili,
e un manuale per uxoricidi (con appunti e sottolineature del sottoscritto).
Tutti pezzi unici presi dal mio salotto,
usatissimi e funzionanti.

Set 25

Antipatico io? Solo perchè non ho ancora fatto l’unboxing del mio cuore?

Set 21

Discussione in redazione a Real Time, creativo a: cos’è quel graffio?, creativo b: il mio gatto è impazzito, (pausa), creativo a: ragazzi ho un’idea.

Set 16

Su Slow words c’è una mia intervista, in inglese e in italiano. Qui invece due poesie (1 e 2) tradotte da Diana Marrone e Paolo Graziano. Una la metto qui sotto.

Note with protocol 868

While in the previous house, I was packing boxes for a month,

on each of them I wrote the content,

then the house movers arrived,

they’ve asked me, have we to remove this box with the label “Love failures between 1984 and 1999”?

and this one “Notes for novels’ characters”?

and this “Untold to my mum”,

there is not enough space, I told then,

give them to the church,

but at the end they moved all of them.

Now I live in a modern building,

I do not speak to any one,

I do my grocery in a deco* full of poor,

during night time I hear the alarms of the cars,

I open boxes,

I touch what is inside.

Nota con protocollo 868

Nella vecchia casa ho chiuso scatole per un mese,

su ognuna ne ho scritto il contenuto,

poi sono venuti gli addetti al trasloco,

mi hanno chiesto, questa scatola con scritto: Fallimenti amorosi dal 1984

al 1999, dobbiamo portarla?

e questa: Appunti per personaggi di romanzi?,

e poi: Cose non dette a mia madre?

non c’è abbastanza spazio, ho detto,

regalatele alla chiesa,

ma alla fine hanno portato tutto.

Adesso abito in un condominio moderno,

non parlo con nessuno,

faccio la spesa in un decò pieno di poveri,

la notte sento l’allarme delle macchine,

apro le scatole,

tocco quello che c’è dentro.

Set 15

Idee confuse.

Idee confuse.

Set 13

Ne ho sentito parlare nei libri, questo amore® deve essere una cosa orribile.

Set 11

I have two hearts,

one gets sick, the other recovers,

one sleeps, the other wakes him up,

one smokes, the other coughs,

one asks for discounts, the other pays double,

one goes to hospitals for care, the other is hospitalized by bars

one likes one girl, the other likes the other one,

one says he is to blame, the other says he doesn’t know,

one is says he has enough, the other has never enough,

one is silent, the other speaks always,

one is shy, the other is proud (of it),

one is exhausted, the other has not started yet,

one ask permissions, the other enters and that’s it,

one is always right, and the other too.

Gianni Solla

http://www.hotelmessico.net

Traduzione a cura di Diana Marrone e Paolo Graziano.

http://www.slow-words.com/have-two-hearts/

Set 07

[video]

Set 06

Poteva accadere ovunque? No. Questa morte in differita, come se in Italia fosse il 2014 e nel rione Traiano un altro tempo. Abbasso il volume della televisione, restano solo le immagini. L’audio mi dà la nausea. Il colpo è partito in maniera accidentale. Non mi ricordo se qualcuno lo abbia detto, eppure sono sicuro che “accidentale”, sarà la parola attorno alla quale si giocherà l’intera inchiesta. Seguirà la noia della perizia balistica: il calcolo delle possibili traiettorie di un bozzolo di piombo tralasciando invece la direzione nella quale sta andando un’intera città. Pochi giorni prima, uomini armati, fanno una rappresaglia a Materdei, altri invece, in un momento diverso a San Giovanni a Teduccio. La parola che sento adesso è Kalašnikov. Quelli che sono stati utilizzati. Vanità, necessità di spettacolarizzare come i video degli sgozzamenti. Napoli come Ferguson è troppo approssimativo. Là c’è una divisione netta, si capisce chi è contro chi. Da noi invece, chi combatte chi? Quelli che vogliono comandare abitano negli stessi palazzi dei comandati. Un poliziotto potrebbe avere un figlio nella stessa scuola di un ragazzo lasciato sull’asfalto. È questo corpo a corpo, così sessuale, così umido, incestuoso, è questa la guerra di Napoli.