Hotel Messico

Il Tumblr di Gianni Solla.
Il mio ultimo romanzo si chiama Il fiuto dello Squalo, uscito per Marsilio editore. Qui lo trovate su amazon Poi qui ho messo una recensione perchè se non stai sui giornali non sei nessuno.

sonodunquescrivo

Allora, mio padre mi fa: «Ho comprato un libro piuttosto particolare». E io non mi aspettavo una cosa del genere. E’ un libro di 1250 pagine, con al suo interno una sola parola: “Jew” (ebreo). Ripetuta per 6 milioni di volte. 6 milioni. 6.000.000. Proprio come gli ebrei sterminati durante l’Olocausto. E, ecco, sono un po’ senza parole. Vi traduco l’introduzione del libro. 

6 milioni. 

6.000.000

Questo numero è inciso permanentemente nella coscienza ebraica.

Dì questo numero a qualcuno e l’associazione più immediata sarà con l’Olocausto.

Sei milioni di ebrei furono uccisi dai Nazisti e dai loro collaboratori.

Ci sono musei come Yad Vashem.  

Ci sono giorni come lo Yom HaSho’a.

Ci sono programmi speciali, letture, film, fotografie. 

A volte abbiamo bisogno di concentrarci sui nostri pensieri. 

Questo libro intero contiene una sola parola: Jew (ebreo). 

Compare in 40 colonne per 120 righe su ciascuno dei 625 fogli (1250 pagine).

Ogni pagina ha 4800 ebrei su di sé.

Ci sono sei milioni di ebrei in questo libro. 

Scorri le pagine. Scegline una a caso. Tieni tra le mani il libro. Guarda come le parole e le colonne sembrano solo un disegno. 

Ora guarda più da vicino. Concentrati sul “Jew”. Pensa a quella parola come se fosse un vero ebreo. Un parente, forse, o un amico. Magari sei proprio tu. 

Una persona viva, che respira. 

Uccisa dai Nazisti e dai loro collaboratori. 

Ora scegli una riga a caso. Un’intera famiglia. Genitori e fratelli, zie e zii, cugini. Tutti morti. 

Prendi un’altra riga, ora. Forse rappresenta la tua classe a scuola. O un gruppo di amici e vicini. 

Un’intera pagina potrebbe rappresentare una bella comunità ebraica, da qualche parte in Europa - spazzata via. 

Questo libro contiene la parola “Jew” per 6.000.000 volte. 

E ciascuna parola fu qualcuno.

Uomini, donne, e bambini. 

Se ne sono andati. 

Ma li ricordiamo. 

(Fonte: sonodunquescrivo.tumblr.com , via joeyfalchetto)

Protocollo 642

Adesso che mi va tutto storto,
che cado a pezzi,
mentre nessuno mi legge,
prendo il multicentrum e mi sono iscritto in palestra,
faccio gli addominali,
quattro serie da dodici,
mi sono addormentato su una panca (una volta),
guardo gli altri (le loro muscolature ipertrofiche, i pantajazz in lycra, le ritenzioni idriche),
oppure faccio i pesi colorati delle femmine, (un chilo rosa, due chili gialli, assomigliano a caramelle di piombo)
e mentre mangio barrette proteiche,
[faccio una dieta povera di grassi ma ricca di dubbi],
mi dico che non mi sono sbagliato,
gentili colleghi della palestra,
gentile pubblico in tachicardia sui tappeti,
gentili signore del corso Total Abdominal,
sono uno scrittore e muovo storie.

link al protocollo

Non è mai troppo tardi per ricevere la telefonata di un cretino.

L’insonnia è il trionfo dei pensieri minori.

Ho bisogno di una serata +

per compensare le sottrazioni, le detrazioni, gli interessi, le spese legali, il condono, lo spread,

una serata e ritorno +

Comunque alla fine mia mamma un poco si è affezionata a mio padre.

Una volta una ragazza mi lasciò mentre eravamo seduti su una panchina e ogni volta che la vedo, la panchina, me ne ricordo. Mi avrebbe lasciato anche camminando o in metropolitana, e invece aveva fissato il posto. La puttana.

“Dietro la sua schiena c’era scritto: carne da consumare preferibilmente in camere d’albergo.”

Ora dovrebbe andare bene.

Ti voglio bene, ma sono preoccupato,

lo sanno tutti come vanno a finire queste cose,

io ti do un bacio adesso e tu domani mi chiedi gli alimenti e io finisco a dormire in macchina,

ti lascio adesso,

prima che cominci,

prima di incontrarti.

Cuore azzurro.

Ho visto un film porno con un finale che lasciava l’amaro in bocca.

Carne consumabile solo in camere di alberghi sperduti.

99 Posse feat. Mama Marjas ed Alborosie - Curre Curre Guagliò Still Running

A un certo punto ci siamo voluti bene e oggi la cosa più intima che facciamo, è scambiarci il caricabatterie del Samsung.